Nei pressi del villaggio di Xul,
(costruito vicino ad un antico insediamento Maya di nome Kiuic), nella penisola
dello Yucatán, nel Messico settentrionale, un gruppo di italiani, la cui
identità ancora non è stata rivelata, in attesa degli eventi più o meno
catastrofici che si dovrebbero verificare nel 2012 , ha deciso di stabilirsi.
In un'area che si estende per
circa 800 ettari, acquistata due anni fa, in pochi mesi ecco così sorgere Las
Aguilas, una città in miniatura.
La zona non è stata scelta
casualmente.
Il luogo di cui si parla si trova sui monti dello Yucatán, in piena foresta ed il nome di origine Maya indica «fine» o «finale».
Il luogo di cui si parla si trova sui monti dello Yucatán, in piena foresta ed il nome di origine Maya indica «fine» o «finale».
Chi siano questi italiani e come siano riusciti a costruire questa
città-rifugio è top secret. Al momento infatti, anche grazie alla stampa
messicana che si è insospettita, sono state allertate le autorità
dell'emigrazione e i centri di indagine anti-setta che hanno scoperto che
alcuni degli italiani coinvolti hanno già chiesto e ottenuto la cittadinanza
messicana.
Si tratta comunque di 38
famiglie italiane, 80 persone in tutto, che hanno abbandonato il nostro
Paese per aderire all'associazione quasi esoterica ''Quinta Essencia''.
A capo del progetto ci sarebbe
una psicologa italiana.
Di rado escono dal loro insediamento,
peraltro costantemente sotto sorveglianza e comunque si tratta di persone molto
ricche. Infatti, Las Aguilas, dalle informazioni che sono trapelate, è stata
progettata da un'architetta locale, Karina Valle che ha realizzato 24 edifici ,
di pregevole fattura, con pareti di 60 centimetri di spessore in materiali
speciali in grado di sopportare cambiamenti di temperatura estremi, radiazioni,
fuoco o inondazioni.
L'architetto ha dichiarato che «gli italiani non pensano che stia arrivando la fine del mondo, ma che il 2012, la data indicata nella profezia Maya, sia indicativa di una catastrofe naturale e hanno deciso di rifugiarsi qui per proteggersi». A capo del progetto ci sarebbe una psicologa italiana, che al momento si troverebbe a Veracruz in un presunto ritiro spirituale e che dovrebbe recarsi nello Yucatan a settembre, per controllare che tutto proceda come previsto.
Il “Rifugio delle
Aquile”, tuttavia, non è il solo insediamento costruito in attesa del2012.
Altri gruppi si stanno formando in Francia, si rifugeranno tutti a Bugarach.
In California è possibile prenotare un posto per se e per i propri cari
all’interno del Doom Bunker. La spesa per essere ammessi è di 50 mila
dollari, i bambini
pagano la metà e gli animali gratis.
Fonti:
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